Gli avvenimenti degli ultimi giorni, con successive ondate di immigrati, che ha colpito il - e così via- coste delle nostre isole sabbiose, ma anche il………
coste dei paesi europei mediterranei, provocano reazioni varie e spesso contraddittorie, spesso ideologicamente carichi e politicamente parziali, che ci impedisce di vedere e affrontare la questione con freddezza ed efficacia.
Per prima cosa, dobbiamo renderci conto che la storia dell’umanità, nomi, è la storia delle migrazioni dei popoli. Anche la storia e la cultura greca furono regolate e plasmate da una tendenza alla costante migrazione delle razze greche, dalla cosiddetta Discesa dei Dori e dalle colonizzazioni greche, fino alle migrazioni nel periodo dell'occupazione turca e, ultimamente, dopo la 2a guerra mondiale!
Non ci sfugga la grande migrazione dei popoli, nel IV e V d.C. secolo, che ha influenzato e plasmato in modo decisivo l’immagine e la cultura attuali dell’Europa…
Qualunque cosa, Bene, popoli e popoli migrarono, o per conquistare nuove terre, sia perché le loro stesse terre sono state conquistate e migreranno sempre, finché ci saranno disuguaglianze nel mondo, fame, ingiustizia, oppressione, sfruttamento, fanatismo, dittatori rigidi e politici senza morale...
Sotto quello di oggi, Tuttavia, condizioni, della globalizzazione il fenomeno dell’immigrazione rischia di sconvolgere il tessuto sociale e provocare fenomeni xenofobi, atteggiamenti e scelte, che negano l'essenza, non solo della nostra umanità, ma anche della nostra condizione cristiana…
Per quanto strano o pericoloso possa sembrare, il modo in cui trattiamo gli estranei è la cartina di tornasole per l'autenticità e l'autenticità della nostra fede ed esperienza cristiana!
Oltretutto, siamo tutti immigrati in questa valle di lacrime, bandito dalla nostra patria celeste, a cui stiamo cercando di tornare…
"Noi non abbiamo né vivevano in una città, ma la stavano cercando", sottolinea l'apostolo Paolo ai suoi fratelli ebrei.
"Non è un cittadino, ma è un viaggiatore ed un escursionista. Non dirlo: Ho la città, e ce l'ho. Nessuno ha una città. La città è sopra", consiglia San Crisostomo.
Tutto, Bene, stranieri in questa terra, con Gesù come il primo Straniero!
Il Venerdì Santo cantiamo un tropo emozionante, in cui san Giuseppe d'Arimatea supplica Pilato: "Dammi questo Straniero, essere omosessuali che odiano morire come Xenon", “Dammi quello Straniero, che i suoi connazionali, odiandolo, Lo uccidono come uno straniero"!
Dio, come essere umano, è nato in una città, dove la Sua Santa Madre e il Corteggiatore di Giuseppe erano estranei, non trovarono nemmeno una stanza dove stare e lui nacque in una stalla…
poi, divenne un immigrato e andò con la sua famiglia in Egitto, per non essere ucciso anche lì da Erode, certamente, Joseph avrebbe cercato un lavoro, come lavoratore straniero.
Crescendo ha vagato per il paese come uno straniero, non avendo “dove posare il capo” e i suoi connazionali lo uccisero come se fosse uno straniero, anche consegnandolo a sconosciuti, ai romani.
Così Gesù divenne molte volte il grande Straniero, che non è mai stato inteso come "nostro", ma solo da pochi, dove sempre (e ora) la società li tratta come “poveri in spirito”…
poi, Questo grande Straniero mandò i Suoi discepoli in "tutte le nazioni" ed essi vagarono e insegnarono alla gente in terre straniere, e la maggior parte furono messi a morte da stranieri in quanto stranieri e sepolti in terra straniera.
Abramo l'immigrato, il Cristo immigrato, gli immigrati dei Profeti, gli Apostoli immigrati, lo spirito migratorio cristiano…
E noi, oggi;
Oggi, purtroppo, più "atei" sono interessati agli stranieri, piuttosto che "cristiani"…
Anche se lo sappiamo tutti quando Gesù ha voluto far capire come l'uomo può conquistare il Regno dei Cieli, ha usato la parabola del Buon Samaritano, implicando chiaramente che abbracciare e prendersi cura di uno sconosciuto può aprirci le porte del Paradiso, secondo "Ero straniero e portatemi dentro"….
È un dato di fatto che ci troviamo in una nuova era di grande mescolanza di popoli e culture, che può rivelarsi un micidiale “tritacarne”, come temeva l’indimenticabile arcivescovo Christodoulos.
Questo fatto intensifica la nostra insicurezza come popolo, aggiunto, infatti, a grandi difficoltà e problemi insolubili, che affrontiamo, e infonde in noi paura e preoccupazione per il futuro dell'ellenismo, che molti vedono come direttamente messo in pericolo dagli immigrati del sesso opposto e di altre religioni!
Ma, anche se c'è un tale rischio, la soluzione è non perdere la nostra umanità e la nostra identità cristiana, stalking, sfruttando o addirittura sterminando gli stranieri, ma mantenendo, rafforzamento, coltivare e vivere la nostra cultura in tutta la sua pienezza, la nostra fede e la nostra lingua, la nostra genuina educazione greca, la nostra onestà e la nostra solidarietà collettiva!
† Dorotheos II di Syros e Mykonos
(Giornale "DIMOKRATIA", sabato, 25 aprile 2015)
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