Reverendo Doroteo II:La dignità di Teodoreto

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Le dolorose esperienze degli ultimi cinque anni disastrosi non hanno toccato solo materialmente i greci, ma anche moralmente. Non hanno semplicemente perso………

i loro redditi, il loro lavoro, le loro speranze e i loro sogni, ma anche la loro dignità.

Ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo incide su una qualità fondamentale, una caratteristica del greco, che non può essere tradotto in una lingua straniera, il suo onore!

Come popolo, eravamo abituati, non irragionevolmente, dare per scontato che il nostro secolare passato storico e culturale aveva irrevocabilmente sigillato il nostro posto nella società dei popoli e per questo ci è stato riconosciuto il loro rispetto, abbiamo dato per scontata la nostra dignità nazionale.

tuttavia, la dignità non è qualcosa di concesso, ma qualcosa che è duramente guadagnato, partite, sacrifici, a volte anche con il sangue!

Se per esempio guadagnassimo il rispetto globale, settantacinque anni fa, non è stato perché come popolo abbiamo semplicemente detto no al fascismo, ma soprattutto perché abbiamo trasformato questo NO in azione, in un incontro pannazionale e palladiano, in una lotta ostinata e in gran parte senza speranza da parte di coloro che cercavano la nostra libertà e dignità nazionale!

Non dobbiamo dimenticare, Tuttavia, e questo! Quella dignità è una lotta quotidiana, individuale e collettivo, poiché la considerazione dei diritti umani si basa su questo concetto, che può essere realizzato solo nel quadro del cristianesimo e della Chiesa, senza sconti e asterischi.

Secondo la rivelazione biblica, la natura umana non solo è stata creata da Dio, ma è stata anche dotata dei suoi attributi a Sua immagine e somiglianza.

Per la Chiesa, di conseguenza, Nell'immagine si fa riferimento alla dignità ontologica innata di ogni persona umana, mentre la vita umana che si addice a questa dignità è legata alla similitudine, che per la grazia di Dio si realizza attraverso il superamento del peccato.

Di conseguenza, il concetto di dignità ha innanzitutto una dimensione morale, mentre ciò che è degno e ciò che è indegno è determinato dalla qualità morale delle azioni e delle scelte di una persona.

Solo su questa base si può affermare che la natura umana ha una dignità intrinseca.

Con l'incarnazione di Dio Verbo si è stabilito il fatto che anche dopo la caduta la natura umana non ha perso la sua dignità, perché l'immagine rimaneva indistruttibile e restava quindi la possibilità di riportare la vita umana alla sua piena perfezione originaria.

Ciò è affermato anche nei testi liturgici della Chiesa ortodossa: "Io sono qui, della tua ineffabile gloria, anche se porto delle imperfezioni...

Sotto l'influenza del peccato l'uomo si comporta in modo egoistico, nei suoi rapporti con le altre persone, chiedendo di soddisfare i suoi bisogni a scapito dei suoi vicini.

Una vita del genere è pericolosa per la persona umana, società e ambiente, perché disturba l’armonia dell’esistenza ed è accompagnato da sofferenze e malattie mentali e fisiche e rende l’uomo vulnerabile e vulnerabile alle conseguenze dei disastri ambientali. Una vita immorale non solo distrugge ontologicamente la dignità data da Dio, ma lo offusca al punto da renderlo indiscernibile.

pertanto, la conservazione della dignità dell'uomo è determinata da una vita secondo le regole morali, perché esprimono il primario, la vera natura dell'uomo non contaminata dal peccato.

Da restaurare, di conseguenza, nostra dignità individuale e collettiva, è necessario il pentimento, basato sulla coscienza dei peccati, dei nostri errori e fallimenti e del nostro desiderio di cambiare vita.

Cinque anni, e allo stesso tempo ammiriamo la sua forte resistenza all'invasore itamon, è una constatazione comune e ampiamente riconosciuta che la bancarotta del nostro Paese è innanzitutto morale, sociale e spirituale e di conseguenza anche economica!

Richiesta a livello nazionale di riconquistare la nostra dignità e il suo riconoscimento da parte dei nostri "partner", all’interno o all’esterno dell’Unione Europea.

Ma la seconda è una conseguenza della prima!

E, Comunque, la dignità non è chiedere prestiti a condizioni migliori, ma lottare come individui e come popolo, Tutto, ugualmente, in modo che ci "pentiamo" e cessiamo di esistere, secondo Makrigiannis "l'antica ricerca delle nazioni", con unanimità, cooperazione, solidarietà e soprattutto con patriottismo, patriottismo puro e ingenuo, che subordina l'ego al noi…

"Nessuna società può sopravvivere senza l'idea di partecipare ad uno sforzo comune".

Sagge parole di Albert Camus, che nella situazione odierna si traducono in uno sforzo di solidarietà verso i più deboli, come uno sforzo di donazione altruistica da parte di tutti,87 coloro che credono che la dignità del greco non sia schiavizzata.

Perché, come è stato giustamente detto "ci vuole solo un attimo per diventare un eroe, ma ci vuole tutta una vita per diventare una persona perbene!"
† Dorotheos II di Syros e Mykonos
(Rivista "QUESTIONI POLITICHE", τ. 76, Febbraio 2015)
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