Del metropolita di Syros – Mykonos Mr.. Dorotheos B.’
in quanto integra il lavoro del 3° e il contesto del 5° e 6° Sinodo ecumenico, mentre da un punto di vista normale, come con il suo 28° Canonico accrebbe il prestigio del trono della Nuova Roma-Costantinopoli, conferendogli ambascerie d'onore pari al trono di Presbitero di Roma, e infatti sotto la presidenza dei rappresentanti di Papa Leone, è riconosciuta come una stazione nel corso mondiale della Chiesa d'Oriente e dell'Ellenismo.
L'affermazione di Constantinos Paparrigopoulos secondo cui "la nazione greca non è stata salvata, almeno non ha salvato il suo valore storico, Io sono attraverso l'alleanza post-cristiana", aiutato dall'osservazione di Spyridon Zampelios che "il nome della Grecia senza cristianesimo potrebbe non esistere oggi né nelle biblioteche e nei ricordi dei saggi", conferma la verità di quanto sopra affermato, poiché acquista sostanza solo se esaminata alla luce dell'offerta eterna della Chiesa madre, del Patriarcato Ecumenico della città regnante dei nostri sogni.
Il Patriarcato di Costantinopoli è detto ecumenico 595, quando il Patriarca Giovanni il Digiunatore aggiunse per la prima volta questa designazione al suo titolo.
Questa caratterizzazione ha da allora definito il ruolo portatore di spirito e responsabile della Chiesa di Costantinopoli come preminente Chiesa dell'amore.
Il Patriarcato ecumenico ha marciato e marcia attraverso i secoli portando nel suo corpo i segni dell'amore di Cristo e del ministero del popolo che porta il suo nome.
Ma al di là’ sono tutte la conferma tangibile delle parole di Paolo nella seconda lettera ai Corinzi (12, 9), "le mie forze nella malattia finiscono", ma anche la prova dell'inconfutabile assicurazione-esortazione "non temere il piccolo gregge; tuo padre ti ha benedetto e ti dona il regno" (Luca 12, 32).
Molti forse vorrebbero -o, secondo gli standard umani, avrebbero aspettato- essersi indebolito molto tempo fa, come vedeva di tanto in tanto macellare il suo gregge, disperdersi e diminuire drasticamente, con effetto, rispetto alle altre Chiese, ortodosso ed eterodosso, apparire povero e debole.
Ma questa sua apparente povertà e debolezza è la forza che garantisce la sua presenza nel mondo moderno e il suo cammino dinamico verso il futuro.
tuttavia, nonostante il carattere ecumenico della sua missione e responsabilità, nessuno può contestare il suo rapporto speciale con l'ellenismo, un rapporto di amore sacrificale e allo stesso tempo trionfante.
Oggi, mentre ci muoviamo verso un sincretismo culturale e spirituale dei popoli d’Europa, il Patriarcato Ecumenico, con il 270° Patriarca Bartolomeo e con le sue sante metropoli in tutta Europa, può agire come lievito nelle ricerche dell'Occidente, testimoniando l’Ortodossia universale, proiettare pienezza e qualità della vita, corretto orientamento della visione del mondo e reale riscatto dall'alienazione generalizzata dovuta ai tempi presenti e alle difficoltà esistenti.
(dall'inserto del sabato del quotidiano "Demokratia", per l'ortodossia)

