Sua Eminenza Dorotheos II: Antirazzista e altro

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Mentre per il quarto anno consecutivo la società greca si tuffa sempre più intensamente nel vortice di una crisi dalle molteplici sfaccettature, senza alcuna prospettiva di via d’uscita, nonostante tutti gli sforzi onorevoli e……

buone intenzioni del governo, e mentre, secondo le misure del buon senso e dell’elementare responsabilità nazionale verso “chi se n’è andato e chi verrà”, dovrebbe ogni pensiero, proposta, energia e pratica di governanti e governati da investire nello sforzo comune per uscire dalla crisi, salvaguardare e rafforzare la coesione sociale, riconquistare la dignità e l’indipendenza nazionale e ritornare sulla via del progresso, di sviluppo e creazione, siamo di fronte a proposte e discussioni, dove, invece di unire, dividono il popolo e, comunque, non sono convinti della loro necessità, né giustificano l’urgenza loro attribuita.

Ovviamente, nessuno può, ma’ né dovrebbe, accettare o tollerare che le persone vengano categorizzate e che i loro diritti umani fondamentali vengano violati, ma, allo stesso tempo, non è concepibile, nemmeno comprensibile, diritti umani devono essere trattati in modo selettivo, i diritti delle minoranze devono essere imposti coercitivamente alle maggioranze, l'espressione di un punto di vista diverso dovrebbe essere condannata e punita penalmente, in modo unidimensionale e quindi totale, e riscrivere politicamente la Storia, interesse sociale o economico e cercare di distorcere gli eventi storici, all'insegna della polivalenza

Aspetteremmo, Per esempio, soprattutto nelle condizioni odierne, avere una lotta collettiva e uno sforzo nazionale nella difesa di un diritto umano fondamentale, che viene palesemente calpestato e violato, con individuo distruttivo, sociale, conseguenze economiche e nazionali, il diritto al lavoro, che è chiaramente previsto dall'articolo 22 della Costituzione, dove si afferma esplicitamente che “il lavoro è un diritto ed è tutelato dallo Stato, che provvede alla creazione di condizioni di lavoro per tutti i cittadini e all’elevazione morale e materiale della popolazione lavoratrice rurale e urbana”, diritto che la disoccupazione abolisce!

Dall'altra, Imporre i diritti della minoranza alla maggioranza nega il principio fondamentale della politica democratica, il principio della maggioranza, l’essenza stessa della democrazia, Così, come lo definì Pericle "perché non siete pochi ma avete familiarità con molti"….

E giustamente, ogni persona sana di mente è preoccupata, come è possibile e come può essere accolto un religioso, a.C., minoranza da imporre alla maggioranza, credendo che i suoi diritti siano violati, se suonano le campane dei Templi, se si celebrano le feste cristiane, se la Croce adorna il nostro simbolo Nazionale, e che ci siano dei Greci, chi irrequieto, "incautamente e sconsideratamente" adottano tali punti di vista.

Ed è profondamente preoccupato, guardando lo Stato, in tempi di difficoltà economiche e di deprivazione generalizzata, essere pronti e disposti a finanziare progetti, che non toccano solo il sentimento religioso della maggioranza dei greci, ma anche il comune senso di giustizia, ef’ poiché riguardano e facilitano un’ideologia politico-religiosa, che porta l’umanità alla barbarie e il cristianesimo ad una persecuzione senza precedenti, arricchendo la sua testimonianza, con il silenzio assordante dell’Europa “cristiana”., quale, altrimenti viene tagliato per tolleranza e libertà religiosa, ma solo quando si tratta dei nemici del cristianesimo.

Né può essere accettato il trattamento selettivo degli eventi storici, ad esempio, specificamente, genocidi e olocausti.

L'olocausto degli ebrei durante la seconda guerra mondiale da parte dei tedeschi è mostrato in modo molto corretto e giustificato, in quanto ciò costituisce il coronamento del razzismo e del fascismo, e la sua negazione non nasconde altro, piuttosto che uno stato d'animo di amnistia, se non giustificazione, dei suoi crimini e il rafforzamento della sua azione disumana e non sfuggiamo alla sua propaganda anticristiana. Ed è per questo che, si potrebbe anche accettare la criminalizzazione del suo rifiuto, se questo si applicasse a tutti gli olocausti e i genocidi!

Ma, punire chiunque neghi l'Olocausto degli ebrei nella seconda guerra mondiale e allo stesso tempo lo glorifica, promuovere e addirittura eleggere un deputato che neghi l'Olocausto dei cristiani del Ponto e dell'Asia Minore durante e dopo la Prima Guerra Mondiale, può essere caratterizzato solo come un esempio di paranoia nazionale!

Lo studio di recente, e non solo, la storia insegna che le cause delle crisi economiche e spirituali sono il ritiro dei valori morali e il predominio degli atteggiamenti fascisti, che approfittano della precarietà dei disoccupati e promettono loro ordine e sicurezza, con la supremazia della violenza e del potere e non sono disciplinati dalle leggi antirazziste, ma con rimozione delle cause, che danno vita e rafforzano tali ideologie.

I cristiani, e in effetti gli ortodossi, sono radicalmente contrari a qualsiasi forma di fascismo e antisemitismo, a meno che non volessero rinnegare il loro Dio-uomo Salvatore umano ebreo, e osservare il comandamento divino dell'amore, e quindi non si aspettano né hanno bisogno delle leggi umane, per implementarlo!

Oltretutto, è un luogo comune che le leggi e le sanzioni non impongano nulla, per quanto giusto, giusto e alto possa essere, poiché ogni tiranno può costringere i suoi schiavi a cantare inni alla libertà! 

† IL DOROTHEOS SIRO II
( Rivista "QUESTIONI POLITICHE", τ. 70, agosto 2014)
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