E questa ammissione non è un'invenzione recente di qualche autorità "indipendente"., ma situazione consolidata nell’istruzione greca, ogni volta che alle stesse scrivanie si trovavano persone non religiose o non religiose.
Lo spirito di tolleranza e rispetto per la diversità, che governava e governa lo Stato greco e la Chiesa ortodossa, imposto non solo l’esenzione degli etero-religiosi e dei non-religiosi dal corso di Studi Religiosi, anche se fossero cattolici romani, con il quale le differenze nell'argomento erano minime, ma è andato avanti, per decenni, nell'assunzione da parte dello Stato della spesa per il pagamento dei teologi per i figli delle minoranze religiose, dove esistevano.
A Siros, infatti, fin dal suo decennio 1960, prestano servizio nelle Scuole di Istruzione Secondaria e nei Teologi Cattolici, in cui viene così insegnata un'altra lezione, quello del rispetto reciproco e della verità, di vera laicità; non di questo, che mira a sradicare la religione, ma che rispetti i credenti di ogni denominazione e religione!
Nessuno stava aspettando, Sicuro, quello, 1800 anni e più, dopo la cessazione delle persecuzioni, 194 anni, dopo il rovesciamento del dominio turco e 25 anni dal clamoroso crollo dei regimi, che prevedeva la fine di ogni religione, banalizzante, spostamento, torturando e violentando a morte sterminando i suoi funzionari, e con particolare accanimento i ministri della Chiesa ortodossa, ci troveremo ad affrontare una situazione simile…
Nemmeno un po', neanche molto, in nome della "democrazia"(!) e "irreligione" (!) è vietato parlare di religione, è "sensibile"(!!) dati personali, argomento tabù, di cui non è consentito parlare nelle scuole pubbliche, in violazione dell'articolo 16 della Costituzione, che pone come scopo dell'educazione "lo sviluppo della coscienza nazionale e religiosa dei greci", e dell'articolo 1 dell’attuale legge sull’istruzione 1566/1985, che menziona come scopo dell'Educazione "che gli studenti siano posseduti dalla fede negli elementi genuini della tradizione cristiana ortodossa";
Sicuro, il cristiano ortodosso non “studia” la sua fede ma la vive come un personale “cammino verso Emmaus”, il cui fine è la perfetta conoscenza di Dio. Ma non si può nemmeno affermare con certezza che il corso di Studi religiosi garantisca la creazione di veri cristiani.
Nell'era odierna, Tuttavia, del radicale capovolgimento della scala dei valori, in cui la persona umana viene banalizzata, la dignità umana è degradata e in cui dobbiamo preservare la nostra identità nazionale, nel mezzo della globalizzazione, e il vortice di crisi multiple, in cui è caduta la nostra Patria, e no, ovviamente- con la responsabilità o la colpa dell'Ortodossia, il corso di Studi religiosi, l’ultima lezione di vita morale, dovresti, invece di rimpicciolirsi, per migliorare ed espandere, e per ragioni di sopravvivenza nazionale.
"Siamo salvati attraverso la Chiesa", che ha gridato il saggio giurista Nikolaos Sharipoulos alla Seconda Assemblea Nazionale, esso 1864, non fu un momento momentaneo di esplosione religiosa, ma una scoperta di significato e potere senza tempo.
Perché, secondo il sobrio storico N. Svoronos "...La Chiesa resta dal X alla fine del XVII secolo l'indirizzo della Nazione. Leader della resistenza nazionale in tutte le sue forme... partecipando a tutte le ribellioni, anche dirigendoli"!
Suo, esattamente, della Chiesa le dottrine della fede, la storia e l'atemporale nei confronti del Genere schiavo e libero, in guerra e in pace, ad offerta continua insegna il corso di Studi Religiosi, impartire coscienza morale e puro patriottismo ai giovani.
Per questo il corso di Studi Religiosi nelle Scuole è – deve essere, e se no, da fare- non solo un corso generale di educazione religiosa, ma una lezione, che scateneranno le ricerche interne, una vera guida all’apprezzamento spirituale e morale.
Se vogliamo chiamarci ed essere greci….
† Dorotheos II di Syros e Mykonos
(Giornale "DIMOKRATIA", sabato, 3 ottobre 2015)

