La paura è una caratteristica puramente umana, un'emozione umana fondamentale, causato dalla consapevolezza di un pericolo o di una minaccia, reale o immaginario….
La paura riempie l'animo delle persone di ansia, incertezza, insicurezza, un sentimento di indifferenza per i fenomeni, le situazioni e gli eventi della vita sociale, e ispira in loro un sentimento di inutilità e di rinuncia ad ogni sforzo, trasformandoli in strumenti inermi di ciò che appare o è possibile, ai quali affidano liberamente la gestione della propria vita.
È un dato di fatto che la fonte primaria della paura è l'ignoranza e l'ignoranza, poiché abbiamo paura,quello che non sappiamo...
Fino a conoscere le leggi della natura, temiamo i fenomeni naturali!
Fino a conoscere il vero Dio, temiamo gli dei!
Fino a conoscere la realtà oltre la tomba, temiamo la morte!
Fino a conoscere l'uomo, temiamo l'altro, il vicino, il nostro vicino!
Fino a conoscere noi stessi, abbiamo paura di noi stessi!
E più temiamo, più ci trinceriamo, siamo così isolati, più diventiamo prudenti, tanto più ci comportiamo incautamente, tanto più passivamente viviamo e pensiamo! Come giustamente detto, nessuna passione toglie alla mente dell'uomo il potere dell'energia e della ragione tanto quanto la paura.
È questa paura che, come una nuvola nera, si è posata negli ultimi anni sugli animi dei greci e li sta privando dell'energia e della ragione, gli elementi necessari per affrontare le situazioni e superare le difficoltà.
Il greco moderno ha paura... Ha paura del domani, teme per se stesso, per i suoi figli...
Forse non senza motivo, con quello che vive ogni giorno, con la marea di informazioni, di notizie e -reali o no- prossime nuove misure, esistente.
Infinito, da parte di coloro che hanno il potere di farlo, e lo fanno- coltivare la paura del futuro, sui possibili sconvolgimenti o addirittura disastri si coglie ogni briciolo di ottimismo, creatività e competitività.
La paura pervasiva, con l'implicazione che nulla può cambiare, niente che possiamo cambiare, crea ampiamente un senso di nichilismo, porta a una forma peggiore di volontarismo e di alienazione della nostra libertà personale!
Così rinunciamo a qualsiasi desiderio di partecipazione alla società, non ci interessano gli sviluppi, accettiamo passivamente le conseguenze e... ci sottomettiamo, "Adamas codardo e inetto, in attesa, Forse, un po' di vergogna".
Ma è una condizione perché avvenga il miracolo, per liberarsi della paura delle persone e delle situazioni e vivere in modo libero e creativo, è svegliarsi dalla letargia e dall'apatia, che ogni impasse ci causa, per riconquistare la nostra anima e per mantenere e preservare la nostra autonomia individuale, difendendola e reagendo con forza a qualsiasi tentativo di indebolirla.
E se ci sentiamo soli, impotente di fronte alle onde della tempesta, che rischiano di affondare la nave immaginaria della vita e del nostro Paese, in questo momento difficile di pericolo reale o addirittura possibile, abbiamo bisogno più che mai del potere catalizzatore della fede.

