Per questo motivo è considerato da molti un enigma storico, una dissonanza della storia del pensiero, che elevò un ateniese all'apice della filosofia, del cui insegnamento e stile di vita conosciamo solo dalle informazioni e dai ricordi dei suoi studenti, di Platone, di Aristotele e Senofonte.
tuttavia, quello che viene considerato un enigma nasconde tutta la grandezza di un uomo che non si limitò ad insegnare, ma visse e morì anche come credeva e insegnava, come filosofo!
Nel dialogo platonico "Critone", che un tempo veniva insegnato nelle scuole greche, assistiamo minuto per minuto al culmine della filosofia socratica, come modo di pensare e di vivere.
La Repubblica ateniese lo ha condannato a morte per un mese e mezzo, attribuendogli la responsabilità del suo deterioramento e indebolimento, volendo allo stesso tempo liberarsi di una voce fastidiosa, la voce di un uomo libero, che insegnò agli altri a distinguere il bene dallo sbagliato, giusto da sbagliato.
Paralos, Tuttavia, il giorno dopo ritorna, la decisione della Corte di Iliade deve essere attuata e Socrate deve essere messo a morte…
I suoi devoti amici e discepoli, all'ultimo momento, vengono in prigione e gli suggeriscono di scappare!
Tutto è pronto, salvezza assicurata…
Quello, Tuttavia, lui rifiuta!
Non è possibile, Lui, che ha consumato la sua vita critica, controlli e richiede nuovi valori morali, scappare. Rimarrà e obbedirà alle leggi del suo paese, volentieri, con apatia, con piacere, ancora. Perché, a loro, le leggi del suo paese, nonostante il suo disaccordo iniziale e nonostante il danno che gli è stato fatto, mantiene sempre quel rispetto amichevole, che dobbiamo,ciò che ci sta molto a cuore.
Sa benissimo che una città non può reggersi con le proprie gambe, in cui le leggi e le decisioni dei tribunali rimangono solo sulla carta, non hanno autorità, ma vengono contrastati e calpestati dai cittadini!
All'ingiustizia della sua condanna non accetta di aggiungere la propria ingiustizia, a dispetto delle leggi del suo paese!
Tale era la forma di Socrate, vivo, vero e genuino, pulsante dell’idea di diritto, coerenza ed etica.
Oggi, duemila e mezzo anni dopo, i cittadini di uno stato che si considerano discendenti di Socrate e il loro stato basato sugli stessi principi di uguaglianza e diritto istituzionalizzato, le leggi, scendiamo per le strade, ci uniamo, ci organizziamo e resistiamo con forza e dinamica, ogni volta che una legge nuoce o pensiamo nuoccia allo stretto, personalmente, la nostra gilda o interessi locali.
quando, Tuttavia, l'osservanza delle leggi diventa selettiva ed è lasciato alla nostra discrezione obbedire a chi vogliamo e a chi ci interessa, poi tutto si capovolge, e armonia e coesione sociale e soprattutto questa stessa democrazia.
Oltretutto, non può esistere nemmeno la forma più piccola e semplice di società, senza leggi, senza regole, che governano la vita dei suoi membri e regolano le loro relazioni.
L'importanza,infatti, e la necessità delle leggi, ce lo insegna anche la natura equina, che è regolato dalle leggi naturali, la cui violazione o violazione provoca una distruzione inevitabile e inevitabile!
Nessuno, naturalmente, non può considerare tutte le leggi buone e giuste, nessuno può escludere il caso delle leggi, che servono e promuovono da vicino individualmente, interessi di fazione o addirittura economici, poiché non viviamo in una società di angeli!
Ecco perché, purtroppo, e l’osservanza delle leggi dipende da quanto ci avvantaggiano, come individui e come gruppi, indipendentemente dal fatto che promuovano il bene comune!
È che abbiamo perso l’ego collettivo, che abbiamo subordinato la socialità alla nostra individualità, che al di sopra del generale poniamo egoisticamente il nostro bene personale…
Ma, anche se ci troviamo davanti ad una legge evidentemente ingiusta e antidemocratica, siamo obbligati ad attenerci ad esso e allo stesso tempo cercare di convincere la Legislatura a cambiarlo.
Altrimenti, si apre la sacca di Eolo!
"Se le leggi vengono infrante", scriveva Demostene, "e a ciascuno sia data l'autorità di fare qualunque cosa, cosa vuole?, non solo lo Stato viene distrutto, ma anche la nostra vita non differirà in alcun modo dalla vita delle bestie"… Ed è arrivato alla conclusione che “le leggi devono essere rispettate da tutti, altrimenti tutto si catalizza, tutto si capovolge, tutto è confuso e lo Stato diventa una roccaforte dei malvagi e degli incuranti."
† Dorotheos II di Syros e Mykonos
(Giornale "DIMOKRATIA", SABATO, 15.11.2014)
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